Terminale Cinema - Casa del Cinema di Prato

LA REALTÀ IN TRANCE - IL CINEMA DI WERNER HERZOG

Dal 10 marzo al 7 aprile, la seconda rassegna del programma febbraio-maggio 2020 del Mabuse Cineclub è dedicata al cinema di Werner Herzog. In programma: 10 marzo - FITZCARRALDO (GER,1982) - 17 marzo - NOSFERATU, IL PRINCIPE DELLA NOTTE (GER,1979) - 24 marzo - AGUIRRE FURORE DI DIO (GER,1972) - 31 marzo - FATA MORGANA (GER, 1971) - 7 aprile - ANCHE I NANI HANNO COMINCIATO DA PICCOLI (GER,1970). Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano. LA REALTÀ IN TRANCE - IL CINEMA DI WERNER HERZOG Nato a Monaco di Baviera nel 1942, Werner Herzog (al secolo Werner Stipetić) inizia giovanissimo ad interessarsi di Cinema e a scrivere sceneggiature da autodidatta fin dall’età di quattordici anni. Impara le regole della regia andando al cinema, anche se la sua formazione non sarà mai quella di un cinefilo tradizionale, come lo furono ad esempio i registi della Nouvelle Vague o gli altri due alfieri dello Junger Deutscher Film, Wim Wenders e Rainer Werner Fassbinder. Herzog ha sempre fatto film come se non fosse esistita una Storia del Cinema e le sue opere, anche i tanti capolavori documentari, sono una lunga avventura esistenziale fatta di mistero e angoscia per il senso della vita, oltre che una meravigliosa sfida romantica, spesso impossibile, a qualcosa di più forte ed imbattibile, come la natura o l’alienante società moderna. Tuttavia, l’aspetto più prezioso della sua opera è stato a nostro avviso la ricerca ossessiva e ostinata di un “vocabolario di nuove immagini in cui la realtà diventi irreale e visionaria”, come ebbe a dire lui stesso. Pensiamo, per fare solo qualche esempio, alla barca sull’albero in Aguirre, furore di Dio, alla nave che risale la collina in Fitzcarraldo, o al furgone che gira su se stesso mentre i nani danno fuoco alle piante in Anche i nani hanno cominciato da piccoli; la ricerca di quella che lui stesso definì “una Realtà in trance” ci ha fatto amare fin dall’inizio questo regista unico che, alla soglia degli ottant’anni d’età, continua a sorprendere con film di una vitalità e una potenza visionaria di cui pochi altri sono stati capaci. Buona visione.
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